Una buona lettura domenicale …

Pensando al recupero delle aree dismesse locali, ma non solo, anche a quanto utile e prezioso come risorsa possa risultare il poter utilizzare l’acqua del Seveso, se ben depurata, riprendiamo un interessante articolo de l’Unità, dal sito dell’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica)

 TASINGE

“Smog e bombe d’acqua, anche l’Italia spinge su soluzioni sostenibili

Un parco “resiliente ai cambiamenti climatici” a Copenaghen, un esempio di come devono operare l’architettura e l’edilizia in un mondo che cambia, e che chiede sempre più propensione al riuso e all’adattamento piuttosto che all’espansione.” L’articolo de l’Unità 

Qualche link utile:

  1. http://www.ghb-landskab.dk/en/projects/taasinge-square
  2. http://wsud-denmark.com/infiltration-and-drainage-of-rainwater-on-taasinge-square-copenhagen/home-page/36351
  3. http://citiscope.org/story/2016/why-copenhagen-building-parks-can-turn-ponds

In tema di centri commerciali, vi ricordiamo che a qualche passo da Bollate, oltre a quelli già esistenti…

Nonostante la presenza di questo prossimo colosso aresino , tutto sembra orientato verso il volerne realizzare uno anche a Bollate.  Ne abbiamo davvero  bisogno? Chissà… a breve ritorneremo sull’argomento, per meglio contestualizzarlo e commentarlo. Intanto vi riproponiamo la lettura di questo articolo di Milano Today del 25 gennaio 2016:

“Arese shopping center: il centro commerciale « monstre» apre a metà primavera

All’interno del mall, circa 120mila metri quadrati coperti disegnati dall’architetto De Lucchi, ci saranno 25 ristoranti. Probabilmente ci sarà anche KFC, il colosso americano del pollo fritto.

È ancora un cantiere il centro commerciale di Arese. Nell’area stanno lavorando a spron battuto, festivi compresi, decine di squadre di operai per finire il mall più grande d’Italia e uno dei più estesi d’Europa: 120mila metri quadrati coperti, interamente disegnati da Davide Padoa (Ceo di Design International), Michele De Lucchi e Arnaldo Zappa (qui un video con i rendering dell’edificio). Non c’è ancora una data di apertura ufficiale, ma il taglio del nastro dovrebbe avvenire intorno fine aprile o inizio di maggio 2016 secondo le indiscrezioni più insistenti.

Qualche migliaio i posti di lavoro che dovrebbero essere garantiti nel lungo periodo. Le selezioni per i primi colloqui sono già terminate. 

Una struttura “monstre”, ricavata sulle ceneri dell’ex stabilimento Alfa Romeo, che ha aperto la scorsa estate a poche decine di metri un museo interamente rinnovato, con annesso uno show-room di vetture nuove (e non mancherà una pista per corsi di guida sicura, utilizzabile anche per eventi ed esibizioni legate al mondo dei motori). La posizione de centro è strategica non solo per i clienti lombardi, ma anche coloro che provengono dalla Svizzera. Il centro commerciale, infatti, si trova proprio accanto alla Milano-Laghi: 45 minuti da Lugano. 

Punto attrattivo della struttura saranno i negozi: 230, con un innovativo sistema di carico-scarico merci. Tra questi ci sarà Primark, colosso irlandese dell’abbigliamento low-cost che ha scelto Arese per aprire il suo primo punto vendita in Italia: 7mila metri quadrati. Abbigliamento cheap, sì, ma anche marchi del lusso. Non si conoscono ancora i dettagli, ma sono ai blocchi di partenza anche alcuni protagonisti dell’oreficeria e dell’orologeria di alta gamma.

Non è tutto. Tra i 25 ristoranti che apriranno ci dovrebbe essere anche una novità: l’americana KFC. Secondo quanto riportato da Repubblica Affari e Finanza la catena Usa del pollo fritto avrebbe deciso di aprire il suo terzo punto vendita in Italia.

E ora qualche dettaglio sul progetto architettonico. L’idea – ispirata a Covent Garden di Londra – è quella di creare punti di aggregazione attraverso un sistema di piazze su cui si affacciano i negozi. Anche l’ipermercato seguie la stessa linea di pensiero: è stata creata una sorta di estensione all’esterno con un’area dedicata ai prodotti freschi all’interno della Food Court. I visitatori potranno acquistare i prodotti, da consumare anche in loco.

Oltre al sistema di piazze (ognuna con una propria identità), il mall sarà caratterizzato anche da una rampa interna che ricorda senz’ombra di dubbio il Guggenheim Museum di New York. La struttura del tetto, infine, è in Gulam, un legno lamellare strutturale realizzato con materiali sostenibili, usato per la prima volta in un centro commerciale.

«Arese Shopping Center ha trasformato la vecchia sede dell’Alfa Romeo da una fabbrica di macchine a una fabbrica di esperienze, con il più grande numero di insegne mai realizzato in Italia. Disegnarlo è stato come dipingere una città, con in mente le abitudini e i gusti dei suoi cittadini e turisti», è il commento di Davide Padoa.”

 

 

Gruppo CAP e Consorzio Est Ticino Villoresi insieme per il recupero dei canali contro il rischio idrogeologico, per fermare gli straripamenti e la falda troppo alta

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(Tavola del Piano di Governo del Territorio – PGT – di Bollate – “Componente geologica, idrogeologica e sismica_ sintesi degli elementi conoscitivi”  )

Dando seguito a quanto già scritto in merito al problema dell’innalzamento della falda acquifera e delle vasche di laminazione del fiume Seveso, previste a Senago, al confine di Bollate,  segnaliamo la lettura di questo interessante comunicato del gruppo CAP , realtà industriale che gestisce il servizio idrico integrato in provincia di Milano, Monza  e Brianza,Varese, Como e il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi , del 27/11/2015. Il comunicato è stato ripreso  in un articolo odierno di “Avvenire”. Noi lo abbiamo recuperato in rete e ve lo riproponiamo integralmente.

COMUNICATO STAMPA  – Gruppo CAP e Consorzio Est Ticino Villoresi insieme per il recupero dei canali contro il rischio idrogeologico

<< In collaborazione con l’Università Statale di Milano parte il progetto pilota,  una  progettazione innovativa per il recupero del reticolo idrico minore

 Oltre un milione di euro per avviare il recupero del reticolo idrico minore in buona parte costruito e progettato nel medioevo, per smaltire l’eccesso di acque meteoriche e l’innalzamento della falda che crea numerosi problemi nelle nostre città. E’ questo il contenuto del progetto di Gruppo CAP e Consorzio Est Ticino Villoresi (ETVilloresi), che hanno avviato la prima fase di studio coordinato dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Milano. Il progetto si pone l’ambizioso obiettivo di riattivare per la raccolta delle acque di pioggia, di falda e di scambio geo termico in eccesso, il sistema di rogge, canali e fontanili del reticolo idrico minore la cui costruzione risale a più di otto secoli fa. Molte sono le città, infatti, a partire da quella metropolitana di Milano, che a ogni fenomeno di pioggia intensa vedono allagarsi i propri quartieri. La causa principale è la diffusa cementificazione e impermeabilizzazione del suolo e delle aree fluviali. L’acqua non può più essere smaltita solo con l’implementazione di strutture come le vasche volano, ma è necessario gestirla in forma ambientalmente integrata anche per un possibile, ecologico ed efficace reimpiego.  

Gruppo CAP, con un investimento di un milione di euro, riporterà alla luce un ambiente perduto: insieme al Consorzio ETVilloresi e grazie a uno studio del reticolo idrico condotto dall’Università di Milano recupererà quanto già i cistercensi avevano fatto con le marcite e i canali di irrigazione per far defluire le acque in eccesso, evitando per quanto possibile gli effetti rovinosi delle bombe d’acqua, e sfruttare l’acqua in eccesso in agricoltura. Si tratta di un percorso di prevenzione che mette in campo soluzioni progettuali innovative di ingegneria idraulica e ambientale. Le acque raccolte saranno così convogliate in polmoni di fitodepurazione e poi utilizzate nel settore agricolo.

“Gruppo CAP, in qualità di gestore del servizio idrico, afferma da tempo di essere pronta ad occuparsi delle acque meteoriche, la cui gestione oggi è parcellizzata fra troppi enti diversi, e grazie questo progetto diventa protagonista nella complessa dimensione idraulica del territorio – ha affermato Alessandro Russo Presidente di Gruppo CAP -.  Oggi la sfida è quella di governare i processi di trasformazione urbana progettando un’infrastruttura idrica intelligente e diffusa dove non basta ‘contenere’ le acque attraverso la proliferazione di vasche e bacini artificiali ma serve introdurre i concetti di resilienza idrica nei criteri di progettazione ed esecuzione di edifici e quartieri. Sono necessarie soluzioni innovative per una gestione smart dell’acqua, come quelle messe a punto dalla Città di Essen, Green Capital Europea 2017, aumentando la sicurezza a tutto beneficio dei cittadini rispetto ai rischi connessi ai fenomeni climatici estremi”.

La gestione delle acque meteoriche è un tema che riguarda l’intero sistema idraulico del Paese che deve fare i conti con l’aumento, rispetto a trent’anni fa, della frequenza degli eventi climatici estremi: nove volte più frequenti negli ultimi dieci anni. Attualmente sui nostri territori non esiste una gestione separata delle acque di pioggia che confluiscono, come le acque provenienti da condizionatori domestici e di grandi complessi, in fognature e depuratori progettati per gestire le acque di scarico domestico e industriale. L’eccesso di acque meteoriche all’interno dei depuratori rende meno efficiente la depurazione e, raggiunto il limite di contenimento, diventa inevitabile che esse si riversino direttamente nei corpi idrici superficiali (fiumi, canali, rogge…) Gli eccessivi interventi dell’uomo sull’ambiente hanno, da un lato determinato una manomissione dei tanti piccoli canali progettati in epoca medievale e rinascimentale mentre, dall’altro, hanno impermeabilizzato con asfalto e cemento grandi porzioni di terreno rendendo impossibile l’assorbimento dell’acqua. Questo, sommandosi all’innalzamento della falda, è causa di allagamenti di cantine, box, tunnel e metropolitane e porta a una situazione di continua emergenza.

“Siamo molto soddisfatti dell’accordo sottoscritto che permetterà al Consorzio Est Ticino Villoresi e al Gruppo CAP di lavorare in sinergia per un utilizzo intelligente del reticolo idrico superficiale – ha dichiarato Alessandro Folli Presidente del Consorzio ETVilloresi -. In qualità di autorità idraulica per la rete gestita nel proprio comprensorio, ETVilloresi saprà garantire conoscenze, esperienze e professionalità per effettuare gli adeguati approfondimenti tecnico-scientifici. Il recupero e il miglioramento della funzionalità idraulica dei canali gestiti, anche attraverso l’immissione di acque esterne compatibili con gli usi irrigui, rappresentano senza dubbio modalità efficaci di tutela territoriale. I Consorzi di bonifica possono fare la differenza nella lotta contro il rischio idrogeologico e accordi, come quello appena siglato con il gruppo CAP, non possono che potenziare il contributi apportato sul fronte della salvaguardia dei nostri territori, sempre più messi a dura prova da fenomeni meteorologici particolarmente intensi e frequenti – ha sottolineato Folli”.

Il primo progetto pilota riguarderà il fontanile Briocco, sul territorio di Rho, che verrà recuperato, collegato ai successivi tratti del reticolo idrico e dove saranno convogliate le acque di pompaggio di falda di un grande parcheggio interrato e le acque di scambio termico del condizionamento di un cineteatro.

L’utilizzo del reticolo idrico minore per intercettare le acque di pioggia è una delle 21 azioni messe in campo da CAP con il programma CAP 21 per rispondere alle questioni aperte da Cop 21, la Conferenza sul clima che si terrà tra qualche giorno a Parigi. I 21  impegni di sostenibilità si riassumono in sette grandi aree di intervento: #Acquadabere, #Acquadarecuperare, #acquadavalorizzare, #Acquadacostruire, #Acquadarisparmiare, #Acquadainnovare e #Acquadasostenere >>

Il dopo Expo: aggiornamento

Tecnopolo, piano al rush finale

<<Entro la fine di febbraio saranno presentati il piano scientifico e finanziario dello “Human Technopole”, il parco scientifico sulla qualità della vita che sorgerà su input del governo nell’area dove si è svolto Expo. Ecco a che punto è il progetto. L’articolo del Sole 24 Ore >>

Noi, nel frattempo,  continuiamo a pensarla così … https://cittadinibollatesisolidali.com/2015/12/06/si-comincia-finalmente-a-parlare-del-dopo-expo-2/

 

Si aumentano le tasse e si tagliano i servizi?

funerale

La notizia è arrivata improvvisa poco prima di Natale; il Centro di Aggregazione Giovanile (CAG) di Ospiate, Passepartout, chiude. Lo ha annunciato in un’intervista l’assessore Salvatore Leone (si veda Il Notiziario del 18 dicembre scorso). Così una quindicina di ragazzi delle scuole medie e del biennio delle superiori che frequentavano il Centro, e le loro famiglie, si trovano ora senza un punto di riferimento educativo e sociale. Ne è testimonianza anche la lettera di una mamma, Loredana, pubblicata sempre su Il Notiziario del 24 dicembre, che chiede conto all’amministrazione cittadina di questa decisione. L’alternativa è quella di portare questi ragazzi al CAG di Cascina del Sole; ma con quali mezzi? E chi li porterebbe? I genitori, i nonni disponibili? Di fatto siamo di fronte alla chiusura di un servizio educativo e sociale della città a fronte di un robusto aumento della tassa sulla casa (TASI), giustificato dal dover coprire un buco di bilancio ( chi scrive ingenuamente pensava che dietro ci fosse l’impegno a coprire le spese dei servizi in atto, ma…). Non era davvero possibile in nessun caso garantire il servizio del CAG di Ospiate almeno fino alla fine dell’anno scolastico in corso? Non c’era altro eventualmente da tagliare?
Non si discute, anzi può essere foriera di sviluppi interessanti, la prospettiva, che l’Assessore Leone delinea, di far vivere la scuola anche nel pomeriggio con iniziative varie e con i relativi finanziamenti. Ma in questi prossimi mesi di confronto e progettazione non era davvero possibile mantenere questo servizio aperto?
Se un’amministrazione di centro sinistra taglia o ridimensiona servizi che riguardano fasce fragili, deboli o comunque che interessano l’ambito adolescenziale – in un Paese, l’Italia, che soffre enormemente di squilibri generazionali – cosa rimane?
Un’ultima nota a margine; Bollate sta diventando la città dei supermercati: Tigros, forse Conad e poi il paventato Centro Commerciale di Cassina Nuova / Cascina del Sole. Sarà questo il destino di Bollate del XXI secolo? È questo il futuro che si prospetta alle future generazioni, magari destinate a ritrovarsi attorno a qualche gioco d’acqua o comodi divanetti e sedute di qualche bar in questi ennesi luoghi del consumismo,  piuttosto che in luoghi più adatti dove apprendere e condividere i veri valori formativi della socialità? Così passeremo alla storia? Mamma mia…