Sindaco Palestra, non perdiamo un’altra occasione utile per rilanciare il borgo di Castellazzo.

tav.3 “Vincoli monumentali ed ambientali” , documento di piano del PGT di Bollate

Dalle cronache giornalistiche di queste ultime settimane abbiamo appreso che i Comuni di Bollate ed Arese hanno firmato un protocollo di intesa in base al quale si arriverà ad una modifica dei confini dei rispettivi territori.Le aree oggetto di scambio sono, attualmente, in parte agricole e/o a suolo libero o naturale.
Tra le varie disposizioni contenute nel protocollo, a noi cittadini bollatesi solidali preme porre attenzione a 2 aree in particolare

La zona delle aree oggetto di scambio tra i comuni

 Quella che verrà ceduta da Bollate, quasi il doppio di quella ricevuta da Arese, si trova ad ovest del tracciato della s.p. 33 Varesina, compresa tra questa e la via Monviso . La zona risulta facilmente riconoscibile essendo ancora caratterizzata dalla presenza di un vecchio manufatto agricolo , gradualmente abbandonato nel corso di questi ultimi anni, e perché si trova davanti alla bollatese e storica cascina Scessa.

Fotografia della cascina Scessa, tratta da “G.B. Sordelli e E.Zoia, “Castellazzo: parrocchia e borgo” ,a cura della Parrocchia S. Guglielmo di Castellazzo, 2014, pag. 5 

lLa zona delle aree scambiate, vista da nord ovest. sullo sfondo cascina Scessa, l’area ceduta da Arese e , a destra, la via Monviso, che costeggia ilncentro sportivo aresino
 

Quella che verrà ceduta da Arese è invece un po’ più a sud della cascina ed è ricadente nel Parco delle Groane, ad est del tracciato della s.p. 33 Varesina, compresa tra l’imbocco della via Milano che conduce al borgo di Castellazzo e la Varesina stessa , fino all’incrocio con viale Monte Resegone, dove, ormai da anni , è prevista la realizzazione di una rotonda stradale che migliorerà i problemi viabilistici della zona, anche tramite il coinvolgimento di “città metropolitana” 

L’area ceduta da Arese, con il punto in cui verrà realizzata la rotonda e cascina Scessa sullo sfondo, vista dalla s.p. 33 Varesina, provenendo da Milano

 

A prescindere dalle polemiche lette nelle cronache giornalistiche aresine, a noi cittadini bollatesi solidali, spiace osservare che a Bollate, degli sviluppi di questa vicenda, non ne abbia discusso alcuno. Spiace osservare che non vi sia stata cura nell’informare, comunque e in anticipo, i cittadini di questa scelta da parte delle amministrazioni comunali interessate e, in modo particolare, dalla giunta VassalloDa bollatesi, e non per mera faziosa partigianeria, avremmo voluto far osservare che l’area che verrà ceduta dalla nostra città, potrebbe essere strategica ed utile alla valorizzazione del borgo di Castellazzo, bene che riteniamo essere di importanza sovracomunale, del suo potenziale riuso funzionale e recupero dell’ edificato storico a ridosso della villa Arconati.


Fotografia tratta da “G.B. Sordelli e E.Zoia, “Castellazzo: parrocchia e borgo” ,a cura della Parrocchia S. Guglielmo di Castellazzo, 2014, pag. 124


Nell’ immediato, per esempio e cosa non da poco, l’area che verrà ceduta da Bollate potrebbe essere utilizzata anche per sostituire il “parcheggio” temporaneo che tutti gli anni viene ricavato sul prato adiacente alla villa , per le manifestazioni dei fine settimana o i concerti estivi. Prato sul quale, purtroppo, non vi è alcun accorgimento tecnico che raccolga eventuali reflui delle auto, con il rischio di inquinare il sottosuolo. 

L’ingresso del “wedding parking”, davanti alla villa Arconati
 

Auto parcheggiate a ridosso della villa


Spiace quindi veder perdere da parte del comune di Bollate un’occasione utile per rendersi protagonista e fare qualcosa di positivo per il borgo e per il nostro territorio e, amaramente, non ci resta che confidare su scelte più avvedute da parte dell’amministrazione aresina, dato che il sindaco, Michela Palestra, è anche Consigliere delegato ai Servizi di Rete ai Comuni per i si turistico-culturali e bibliotecari e al Parco Agricolo Sud Milano. 

Provvedere a realizzare un parcheggio nella nuova area aresina, con soluzione a prato duro per esempio, e comunque con tutti i doverosi accorgimenti tecnici atti a non disperdere acque e reflui nel sottosuolo, contribuirebbe a limitare ulteriore consumo di suolo e darebbe la possibilità ai turisti e fruitori del borgo di Castellazzo e del Parco delle Groane, di trovare un comodo punto di arrivo in cui lasciare le proprie auto e di raggiungerli a piedi, con 10 minuti di camminata , o in bicicletta. Questa nuova configurazione potrebbe tornare utile anche alle strutture del ” centro della socialità ” (campo sportivo e nuova biblioteca di Arese ), ma anche del mercato comunale di Arese. 

Il come attraversare la Varesina non ci pare essere un problema irrisolvibile, anche in relazione ai previsti lavori di adeguamento viabilistico della zona e, magari, anche diversificando i flussi, accedendo da cascina Scessa che ci risulta essere in progressiva via di dismissione, pensando ad apposita convenzione da stabilirsi con la proprietà ed utilizzando la rete di percorsi pedonali e ciclabili, già esistenti nei campi.

Ogni valutazione e decisione sul futuro assetto della nuova area aresina, a nostro avviso, non può prescindere da oggettive valutazioni rispetto alla preesistenza ed emergenza del borgo di Castellazzo che, lo ripetiamo, non può ritenersi di sola valenza comunale , ma deve diventare un caposaldo di tutto il nord ovest milanese.”.  

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