“Patto per il Seveso: tra emergenza e rispetto per l’ambiente “

In merito alle problematiche connesse alle vasche di laminazione del Seveso, segnaliamo questo evento che si terrà sabato 18 febbraio 2017 ,alle ore 9.30, presso la sala del Consiglio Comunale di Bresso in via Roma 25. 

“Tour dei veleni”, questa mattina, da Senago a Cassina Nuova …

“Tour dei veleni” del circolo bollatese di Legambiente e di alcuni cittadini 


<< Il circolo cittadino di Legambiente e alcuni cittadini hanno sfidato la forte pioggia caduta nella mattinata di sabato 4 febbraio per ribadire, nuovamente, il loro no alla costruzione della nuova area destinata ai rottamai al confine tra Bollate e Senago e a quella delle vasche di laminazione del fiume Seveso e per chiedere un maggiore controllo sulle emissioni acustiche e olfattive prodotte dalla Bitumati 2000 di via Pace.

Quattro i luoghi toccati dalla protesta, accompagnata dalle bandiere di Legambiente e da uno striscione. I manifestanti hanno iniziato il cosiddetto “tour dei veleni” ritrovandosi al municipio di Senago. Qui, dopo aver srotolato uno striscione, hanno ribadito il loro supporto dato ai senaghesi negli scorsi anni per tentare di impedire la costruzione delle vasche di laminazione del Seveso chiedendo, viceversa, un aiuto per fermare l’iter che porterà all’edificazione dell’area che ospiterà tre rottamai in via Pace. “Il Comune di Bollate, rinunciando al ricorso redatto in precedenza, sposterà nel nuovo sito due rottamai già attivi in un altro punto della città e permetterà a una nuova azienda di insediarsi e di trattare anche dei rifiuti classificati come pericolosi. È un grave pericolo per la salute dei cittadini, che verrà minata anche a causa del maggiore traffico dovuto al passaggio dei camion, e che non vale di certo la costruzione di una nuova rotonda e l’asfaltatura di un tratto di via Kennedy” hanno sottolineato i manifestanti. La protesta ha poi toccato il cantiere delle vasche di laminazione, l’area di via Pace che ospiterà i tre rottamai e si è concluso, infine, davanti al sito della Bitumati 2000. 

Ulteriori novità sulla questione che riguarda le contestate emissioni acustiche e olfattive prodotte dall’azienda situata alle porte di Cassina Nuova potrebbero giungere nella serata di venerdì 10 febbraio. Alle 20.30 del prossimo venerdì infatti, al centro civico di via San Bernardo, si terrà l’incontro organizzato dall’amministrazione comunale per discutere delle problematiche di Cassina Nuova. All’assemblea pubblica prenderà parte anche il sindaco Francesco Vassallo. (Stefano Dattesi) >>

Fonte http://www.rhonews.com/news/cronaca/900839/_tour_dei_veleni_per_cittadini_e_legambiente#.WJXIs5tizhh.facebook

Assemblea pubblica di Legambiente-circolo di Bollate e i promotori della raccolta firme.  

Segnaliamo questo importante evento , organizzato per venerdì 13.01.17 alle ore 21.00 , presso il salone parrocchiale di Cassina Nuova a Bollate 
Fonte: https://www.facebook.com/legambientebollate/posts/1687063031319591:0

Qui di seguito alcuni strumenti e spunti di riflessione utili per partecipare attivamente all’incontro

http://www.inusalerno2013.it/inu/attachments/article/76/16%20Del%20Caz_Teodosio_Tema%201.pdf

http://www.urbanisticainformazioni.it/IMG/pdf/ud004_tema_1.pdf

http://www.inu.it/wp-content/uploads/Campos_Rigenerazione_vs_espansione.pdf

http://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/Libro_protCivile_buonepratiche_0000001113.pdf

Condividiamo dalla pagina facebook ” Legambiente – circolo di Bollate ” 

Vasche di laminazione del Seveso a Senago Presidio di LEGAMBIENTE -circolo di Bollate 

Domenica 30.10.2016 Ore 11.00

Alla rotonda di via A. De Gasperi a Senago, tra l’iperDi di viale Lombardia e i primi capannoni artigianali senaghesi.


 Come avrete letto dalle cronache giornalistiche ( http://www.ilgiorno.it/rho/cronaca/senago-vasca-esondazioni-legambiente-1.2635624 ) senza che ne sia stato dato risalto negli ultimi giorni, ieri mattina, 28 ottobre 2016, sono iniziati i lavori delle vasche di laminazione del Seveso a Senago.

Un progetto calato dall’alto e condiviso da Ministero, Regione Lombardia, e Comune di Milano.

Un progetto molto invasivo fin dal principio, sul quale in tanti hanno espresso forti perplessità, dato che all’inizio prevedeva una profondità delle vasche maggiore rispetto a quella attuale e che non considerava altre ipotesi se non quella di scavare questi enormi invasi nel suolo agricolo e naturale del parco delle Groane, di fatto quindi, consumandolo.

In questi mesi tanti senaghesi e purtroppo pochi, pochissimi bollatesi, hanno cercato di tenere alta l’attenzione verso questo tema ed opporsi ad una soluzione così drastica, avanzando alternative che sono state dapprima osteggiate, ma poi prese anche in considerazione.

È stato ampliato il primo tratto del canale scolmatore, ma soprattutto è stato pulito il letto del Seveso a Milano e questo ne ha indiscutibilmente facilitato il fluire delle acque nel suo tracciato originario, tant’è che dal luglio 2014 non si sono più verificate altre esondazioni ed altri allagamenti. Al tempo stesso si sono rilevati tantissimi scarichi non a norma ( si leggano i post nel blog dei Cittadini Bollatesi Solidali ) i quali contribuiscono a rendere le acque del Seveso sicuramente non pulite.

Ricordando che lo scolmatore serve a far defluire le acque del Seveso verso il Ticino, e che le vasche di laminazione servono per contenerle nei periodi di piena, rilasciandole poi gradualmente, la criticità che resta ancora (e non è di poco peso) è che sotto la vasca di Senago c’è la falda acquifera di Bollate . 

A conti fatti, nessuno può assicurare con certezza che nel mentre verranno eseguiti i lavori, ma soprattutto poi, nel tempo, non vi saranno contatti tra le acque del Seveso e quelle della falda. 

Per questo motivo, come circolo locale di Legambiente, riteniamo di dover sottolineare la nostra presenza per un momento di presidio atto a rivendicare l’assoluta esigenza che le istituzioni pongano ora la massima attenzione ai lavori che verranno svolti.

Adesso occorre che siano le Amministrazioni Comunali interessate (soprattutto quelle che hanno “latitato” in questo lungo periodo nonostante le promesse pre elettorali) ad assumere un importante ruolo di controllo, attento e vigile, sui lavori e che si preoccupino del poi. Sarà indispensabile infatti garantire fin da ora le risorse finanziarie per una corretta manutenzione futura, perché ormai è risaputo che la falda acquifera bollatese si sta alzando sempre di più, dato che sempre più spesso i bollatesi si ritrovano cantine e box allagati. Occorre altresì che le Amministrazioni Comunali monitorino, informino costantemente e coinvolgano i propri cittadini, rendendoli così davvero partecipi di questo importante tema, che riguarda l’ambiente, ma anche la salute delle persone.


Ci troviamo quindi domenica mattina alle 11.00 davanti alla rotonda di via De Gasperi, tra l’ iperDÌ, in affaccio su viale Lombardia, e i primi capannoni artigianali di Senago. 

Contiamo sulla vostra presenza.


Legambiente – circolo di Bollate

https://www.facebook.com/legambientebollate/

“Seveso, partono i cantieri a Senago. Un anno e mezzo per la prima vasca”

Avendo seguito costantemente la vicenda e  avendone sottolineato. nel mentre, le criticità che emergevano nei vari incontri a cui abbiamo partecipato in questi anni, vi segnaliamo la lettura di questo articolo de ” il Giorno” 

“Lavori al via oggi. Opera da 30 milioni finanziata da Comune e Regione

Milano, 28 ottobre 2016 – Il cronoprogramma inizialmente comunicato non è stato rispettato. I lavori sarebbero dovuti partire nel giugno del 2015, come annunciato dall’allora capo struttura di Palazzo Chigi Erasmo D’Angelis. Tra ritardi e problemi tecnici da risolvere (possibili interferenze tra i lavori e la rete fognaria di Cap Holding), la data è slittata mese dopo mese. Ora ci siamo: stamattina partiranno a Senago i cantieri per la prima vasca anti-piene del Seveso. Un bacino che costerà 30 milioni di euro, di cui 20 investiti dal Comune di Milano e 10 da Regione Lombardia. Un giorno importante soprattutto da un punto di vista simbolico, visto che si attendeva da decenni un intervento del genere per cancellare una volta per tutte il problema delle esondazioni del torrente che viene giù dal Monte Sasso.

Un problema che riguarda in particolare i residenti delle zone Niguarda e Isola, che nel 2014 hanno vissuto il loro annus horribilis: nove straripamenti in pochi mesi. Da allora, la situazione è già migliorata, grazie al potenziamento del Canale scolmatore Nord-ovest e alla tempestività degli interventi dei tecnici Mm in fase di pre-allarme. Serve però un piano articolato di opere per creare un ombrello protettivo a nord di Milano in grado di eliminare definitivamente il rischio alluvioni e mettere in sicurezza le aree storicamente più bersagliate dalla furia del fiume maledetto. E l’invaso di laminazione di Senago – quindici mesi di lavori affidati alla ditta Artifoni – rappresenta solo il primo tassello del puzzle messo insieme dai tecnici dell’Aipo, l’Agenzia interregionale per il bacino del Po incaricata della direzione lavori da Comune e Regione. Gli altri pezzi verranno assacque pubbliche di Roma, ma a inizio luglio il collegio presieduto dal giudice Antonio Segreto ha ritenuto corrette le procedure portate avanti dall’Aipo. Si può finalmente partire con i cantieri tanto attesi.”

“People4Soil”, aderire è semplice ed immediato. Fatelo 

Peolpe4Soil
“DIVENTA VOLONTARIO IN DIFESA DEL SUOLO

Sei un blogger professionista, un esperto di social media o semplicemente un assiduo utilizzatore della rete? La natura ha bisogno del tuo aiuto: diventa un Ambasciatore di People 4 Soil!

Pochi sanno che il suolo è la risorsa più importante d’Europa, in quanto è strettamente connesso al benessere umano e alla sostenibilità ambientale. Senza proteggere il suolo sarà impossibile sfamare la popolazione mondiale, fermare la perdita di biodiversità, passare ad un’agricoltura senza sostanze tossiche, mitigare il riscaldamento globale e adattarsi ai cambiamenti climatici!

Questo è il motivo per cui a Settembre 2016 una rete di più di 300 organizzazioni lancerà una Iniziativa dei Cittadini Europei per introdurre una specifica legislazione a tutela del suolo in Europa. Una ICE non è una normale petizione: è lo strumento ufficiale per invitare la Commissione Europea a proporre nuovi atti legislativi. Un’iniziativa deve essere sostenuta da almeno un milione di cittadini europei, e inoltre è richiesto un numero minimo di firme in almeno 7 Stati Membri. Questo difficile obiettivo deve essere raggiunto in 12 mesi, per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
Se sei editor di un sito web, se sei attivo sui social network (Facebook, Twitter, Instagram…) e hai molti amici che possono ascoltare i tuoi messaggi in difesa della natura, registrati come “Ambasciatore di People 4 Soil” e compila il questionario che trovi qui sotto! Riceverai il nostro kit del web attivista, e durante la campagna ti invieremo specifici contenuti, articoli inediti e social media post pronti per essere condivisi sul tuo sito, blog o social network.
Aiutaci a dare un diritto al suolo, unisciti a #People4Soil! ” 

Noi CBS abbiamo aderito. 

Per saperne di più, premi qui

ZTL ESPERIMENTO CONCLUSO


La stampa locale ci ha recentemente fornito un utile resoconto in merito alla situazione determinatasi dopo l’attivazione della ZTL nel territorio cittadino.
Consideriamo innanzitutto opportuno stendere un pietoso e robusto velo di silenzio sulle procedure preliminari con le quali si è arrivati ad avviare la messa in opera di tale iniziativa. Sotto questo profilo la cronaca locale è stata ricca di particolari, per cui, ritenendo l’opinione pubblica sufficientemente informata, possiamo esimerci dal ricordare i molti aspetti di confusione e di approssimazione a cui abbiamo assistito nell’approccio a tale problematica.

Ciò detto vogliamo però sviluppare qualche considerazione in merito a quello che sta succedendo.

Dopo due settimane dall’entrata in vigore della ZTL, che si afferma, ancora in fase di sperimentazione, risulta agli occhi di ogni osservatore una situazione che dichiarare “disastrosa” comporta l’uso di un benevolo eufemismo.

Nelle due ore mattutine di divieto di transito per i veicoli provenienti dall’esterno di Bollate, e non autorizzati, si è comunque registrato un passaggio di alcune migliaia di veicoli all’interno della ZTL. La cronaca valuta che verranno emesse una valanga di sanzioni pecuniarie che supereranno i due milioni di euro a carico dei trasgressori. Presumibilmente molti automobilisti “pendolari ed abitudinari” saranno incorsi più volte nella medesima infrazione in diverse giornate, collezionando numerose contravvenzioni che verranno notificate nell’arco dei prossimi due/tre mesi. Quando a settembre saremo tornati tutti dalle ferie, quali saranno le reazioni, non certo di entusiasmo, di quegli utenti che si saranno visti recapitare pacchetti di contravvenzioni? A tale ondata di malumore e proteste come reggerà l’Amministrazione comunale bollatese? Quale sarà l’ulteriore livello di scollamento tra i cittadini, che si sentiranno sempre più vessati, e le Istituzioni?

Ma anche per i cittadini bollatesi l’entrata in vigore della ZTL non ha comportato le stesse conseguenze; infatti mentre il traffico veicolare all’interno della ZTL è effettivamente diminuito, ne è testimone il calo di attività degli esercizi commerciali, come denunciato dalle loro rappresentanze di categoria, chi ne ha subito il contraccolpo negativo sono gli abitanti delle frazioni ed i particolare i cassinanovesi che, visto che i veicoli in circolazione non sono miracolosamente spariti, si sono trovati le loro strade intasate come non mai. A settembre con la ripresa del traffico scolastico cosa succederà?

Nel frattempo c’è chi si trastulla pensando all’organizzazione di un referendum pro o contro il mantenimento della ZTL. Costoro non si sono ancora resi conto che sarebbe invece più utile ma anche doverosa una piena assunzione di responsabilità politica da parte dell’Amministrazione comunale che, a fronte del periodo di sperimentazione fino ad oggi effettuato, e a fronte degli esiti nefasti registrati, assumesse la decisione di abolire subito questa ZTL e contestualmente si attivasse per individuare le possibili varianti viabilistiche utili ad alleggerire il traffico nei centri abitati. Vogliamo precisare che noi non siamo pregiudizialmente contrari alla ZTL come modalità di preservazione del centro cittadino e sua valorizzazione, ma non vediamo in questa versione di ZTL, tipicamente bollatese, nessuno dei vantaggi e viceversa molte problematicità che andrebbero affrontate e risolte da chi amministra la città.

Dal nostro punto di vista proviamo a proporre alcuni punti di riflessione come ad esempio l’eliminazione dell’accesso e della sosta dei veicoli in piazza C. Marx, la realizzazione dell’ampliamento del parcheggio di interscambio FNM a Traversagna (Stazione di Bollate Nord) ed il completamento della SP 119 utile sia alla viabilità di Cassina Nuova che di Senago. In particolare relativamente a quest’ultima opera ricordiamo che il Sindaco di Senago lamenta da otre tre anni di essere stato lasciato in splendida solitudine a porre la questione agli Enti preposti.

Crediamo invece che sia assolutamente necessario unire le nostre richieste e coinvolgere adeguatamente la Città Metropolitana e la Regione per la soluzione dei problemi esposti.

Cittadini Bollatesi Solidali

Il dopo Expo e il voto di domenica prossima a Milano

Domenica prossima, 19 giugno 2016,  in occasione del ballottaggio per l’elezione del nuovo Sindaco di Milano, da bollatesi, seppur inclusi in ” città metropolitana”, non potremo votare ma,  trovandoci ad un paio di chilometri dall’area Expo, sentiamo di poter condividere le osservazioni e le indicazioni contenute in questo interessante  post di Emilio Battisti

Buon voto ai milanesi 

Sindaco Palestra, non perdiamo un’altra occasione utile per rilanciare il borgo di Castellazzo.

tav.3 “Vincoli monumentali ed ambientali” , documento di piano del PGT di Bollate

Dalle cronache giornalistiche di queste ultime settimane abbiamo appreso che i Comuni di Bollate ed Arese hanno firmato un protocollo di intesa in base al quale si arriverà ad una modifica dei confini dei rispettivi territori.Le aree oggetto di scambio sono, attualmente, in parte agricole e/o a suolo libero o naturale.
Tra le varie disposizioni contenute nel protocollo, a noi cittadini bollatesi solidali preme porre attenzione a 2 aree in particolare

La zona delle aree oggetto di scambio tra i comuni

 Quella che verrà ceduta da Bollate, quasi il doppio di quella ricevuta da Arese, si trova ad ovest del tracciato della s.p. 33 Varesina, compresa tra questa e la via Monviso . La zona risulta facilmente riconoscibile essendo ancora caratterizzata dalla presenza di un vecchio manufatto agricolo , gradualmente abbandonato nel corso di questi ultimi anni, e perché si trova davanti alla bollatese e storica cascina Scessa.

Fotografia della cascina Scessa, tratta da “G.B. Sordelli e E.Zoia, “Castellazzo: parrocchia e borgo” ,a cura della Parrocchia S. Guglielmo di Castellazzo, 2014, pag. 5 

lLa zona delle aree scambiate, vista da nord ovest. sullo sfondo cascina Scessa, l’area ceduta da Arese e , a destra, la via Monviso, che costeggia ilncentro sportivo aresino
 

Quella che verrà ceduta da Arese è invece un po’ più a sud della cascina ed è ricadente nel Parco delle Groane, ad est del tracciato della s.p. 33 Varesina, compresa tra l’imbocco della via Milano che conduce al borgo di Castellazzo e la Varesina stessa , fino all’incrocio con viale Monte Resegone, dove, ormai da anni , è prevista la realizzazione di una rotonda stradale che migliorerà i problemi viabilistici della zona, anche tramite il coinvolgimento di “città metropolitana” 

L’area ceduta da Arese, con il punto in cui verrà realizzata la rotonda e cascina Scessa sullo sfondo, vista dalla s.p. 33 Varesina, provenendo da Milano

 

A prescindere dalle polemiche lette nelle cronache giornalistiche aresine, a noi cittadini bollatesi solidali, spiace osservare che a Bollate, degli sviluppi di questa vicenda, non ne abbia discusso alcuno. Spiace osservare che non vi sia stata cura nell’informare, comunque e in anticipo, i cittadini di questa scelta da parte delle amministrazioni comunali interessate e, in modo particolare, dalla giunta VassalloDa bollatesi, e non per mera faziosa partigianeria, avremmo voluto far osservare che l’area che verrà ceduta dalla nostra città, potrebbe essere strategica ed utile alla valorizzazione del borgo di Castellazzo, bene che riteniamo essere di importanza sovracomunale, del suo potenziale riuso funzionale e recupero dell’ edificato storico a ridosso della villa Arconati.


Fotografia tratta da “G.B. Sordelli e E.Zoia, “Castellazzo: parrocchia e borgo” ,a cura della Parrocchia S. Guglielmo di Castellazzo, 2014, pag. 124


Nell’ immediato, per esempio e cosa non da poco, l’area che verrà ceduta da Bollate potrebbe essere utilizzata anche per sostituire il “parcheggio” temporaneo che tutti gli anni viene ricavato sul prato adiacente alla villa , per le manifestazioni dei fine settimana o i concerti estivi. Prato sul quale, purtroppo, non vi è alcun accorgimento tecnico che raccolga eventuali reflui delle auto, con il rischio di inquinare il sottosuolo. 

L’ingresso del “wedding parking”, davanti alla villa Arconati
 

Auto parcheggiate a ridosso della villa


Spiace quindi veder perdere da parte del comune di Bollate un’occasione utile per rendersi protagonista e fare qualcosa di positivo per il borgo e per il nostro territorio e, amaramente, non ci resta che confidare su scelte più avvedute da parte dell’amministrazione aresina, dato che il sindaco, Michela Palestra, è anche Consigliere delegato ai Servizi di Rete ai Comuni per i si turistico-culturali e bibliotecari e al Parco Agricolo Sud Milano. 

Provvedere a realizzare un parcheggio nella nuova area aresina, con soluzione a prato duro per esempio, e comunque con tutti i doverosi accorgimenti tecnici atti a non disperdere acque e reflui nel sottosuolo, contribuirebbe a limitare ulteriore consumo di suolo e darebbe la possibilità ai turisti e fruitori del borgo di Castellazzo e del Parco delle Groane, di trovare un comodo punto di arrivo in cui lasciare le proprie auto e di raggiungerli a piedi, con 10 minuti di camminata , o in bicicletta. Questa nuova configurazione potrebbe tornare utile anche alle strutture del ” centro della socialità ” (campo sportivo e nuova biblioteca di Arese ), ma anche del mercato comunale di Arese. 

Il come attraversare la Varesina non ci pare essere un problema irrisolvibile, anche in relazione ai previsti lavori di adeguamento viabilistico della zona e, magari, anche diversificando i flussi, accedendo da cascina Scessa che ci risulta essere in progressiva via di dismissione, pensando ad apposita convenzione da stabilirsi con la proprietà ed utilizzando la rete di percorsi pedonali e ciclabili, già esistenti nei campi.

Ogni valutazione e decisione sul futuro assetto della nuova area aresina, a nostro avviso, non può prescindere da oggettive valutazioni rispetto alla preesistenza ed emergenza del borgo di Castellazzo che, lo ripetiamo, non può ritenersi di sola valenza comunale , ma deve diventare un caposaldo di tutto il nord ovest milanese.”.  

Consumo di suolo, centri commerciali e vasche di laminazione del Seveso a Senago: importanti novità.

La Camera approva le norme per limitare il consumo di suolo

È notizia di questi ultimi giorni, ed è destinata ad animare il dibattito politico: “Via libera in prima lettura alla Camera a disegno di legge sul consumo di suolo, ora si passa al Senato.”

Nel sito dell’INU ( Istituto Nazionale di Urbanistica” ) potete trovare ” Le misure principali contenute nel testo. Gli articoli del Sole 24 Ore, l’Unità, il manifesto, il commento della relatrice Chiara Braga e l’intervista al ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina”

Noi cittadini bollatesi solidali pensiamo che sia importante tenere in considerazione l ‘evoluzione del disegno di legge citato, anche per le inevitabili considerazioni che potrebbero nascere, attorno al consumo di suolo, già più volte argomentato in questo blog, analizzando il contesto locale bollatese e le sue prospettive evolutive in termini di trasformazioni territoriali.

Segnaliamo un’altra interessante notizia sul fronte dell’ormai noto tema delle strutture di vendita e dei centri commerciali , già realizzati o previsti a Bollate e dintorni

“Renzo Piano, il celebre architetto italiano di fama internazionale, abbandona il progetto di recupero delle ex aree Falck di Sesto San Giovanni. E si fa più concreto l’ingresso di investitori arabi nella società MilanoSesto di Davide Bizzi, proprietaria dei terreni. In una intervista al quotidiano Corriere della Sera, Renzo Piano ammette di non essere più il progettista del recupero dell’area, e non nasconde una certa amarezza e preoccupazione per un futuro fatto di centro commerciale.

Mentre , in merito alle vasche di laminazione del Seveso, previste a Senago, al confine con Bollate,  segnaliamo questa lettura reperita nel web e questa iniziativa del movimento 5 stelle di Senago.

Buon 1° Maggio

Quarto_Stato.jpg

(Il quarto statoattenzione, quello vero  è un dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo)

I membri del nostro gruppo augurano a tutti i cittadini bollatesi – ma non solo – di trascorrere un buon 1° maggio. Nel farlo, vogliono proporre una veloce raccolta di articoli e contributi audio e video inerenti la festa del lavoro ed una serie di questioni ad esso strettamente connesse.

Non si ha la pretesa di aver fatto una selezione completa ed esaustiva ma, riprendendo queste informazioni direttamente dalle loro fonti, si spera di poter contribuire ad informare e sensibilizzare per porre attenzione alle dinamiche in atto, sia positive che critiche, sia a livello nazionale che locale, quindi metropolitano e bollatese.

Cittadini Bollatesi Solidali

FESTA DEL LAVORO

PENSIONI

OCCUPAZIONE E FORMAZIONE GIOVANILI (E NON SOLO)

Nota:  Bollate, al momento, non fa più parte di AFOL, poiché ne è uscita per volontà della precedente Amministrazione Comunale (05/12/2012)  . I CBS si augurano che vi si possa rientrare al più presto.

IL DOPO EXPO

 

Nota: noi CBS, in merito all’argomento “Dopo Expo” , avevamo già fatto osservare che

LA TASSAZIONE DEL LAVORO A BOLLATE

  • Come riportato in un articolo a pagina 49 de “il Notiziario” del 29 aprile 2016, a firma di Piero Uboldi , e a cui si rimanda per i dovuti approfondimenti , Bollate “ … è il comune che in assoluto ha tassa rifiuti [Tari] più alta di tutti (anche di Milano) per i capannoni, alta addirittura il triplo della media dei 100 comuni analizzati. Come a dire che chi vuole portare lavoro a Bollate se ne pente amaramente quando paga la tassa rifiuti … Anche per gli uffici Bollate è carissima, ma in questo caso è al 5° posto, con una tassa che è poco meno del doppio della media … Per l’Imu…Bollate [è] nella media … per i capannoni e sotto la media per gli uffici, mentre per la Tasi [è] sopra la media, attorno alla 25a posizione. Bollate primeggia anche nell’addizionale Irpef, trovandosi nella fascia più alta…. Assolombarda fa poi una sintesi dei dati, sommando le varie le varie tasse (escluse addizionale Irpef e oneri di urbanizzazione) ed è qui che emerge il dato più brutto: Bollate è il comune che (a parte Milano) tassa di più in assoluto i capannoni industriali … Per quanto riguarda gli uffici, Bollate è attorno alla 20a posizione … per le tasse su chi vuole costruire un capannone nuovo e  … uffici nuovi …  Bollate è attorno al 20° posto… E, analizzando i dati complessivi (capannoni + uffici ) degli ultimi 4 anni (dal 2012 al 2015) Assolombarda dice che a Bollate la situazione è molto peggiorata (prima era 14° su 100 comuni adesso è 8° come tassazione complessiva… Insomma se volete spostare la vostra attività non andate a Bollate”.

Nota: I CBS, chiaramente, si augurano che l’attuale Amministrazione Comunale possa porre rimedio alle problematiche esposte in questo ultimo punto, e che possa farlo al più presto possibile.

Aggiornamenti sulla realizzazione delle vasche di laminazione del Seveso e sull’emergenza idrica a Bollate

acqua

Riproponendo la lettura cronologica dei nostri articoli pubblicati nei mesi scorsi, a mezzo stampa e nel nostro blog:

1)   Cosa hanno in comune i box allagati e le vasche di Senago? l’innalzamento della falda!(pubblicato il 30 luglio 2015);

2)   “Emergenza idrica a Bollate e progetto di salvaguardia del bacino del Seveso” (pubblicato il 21 novembreo 2015);

3)   Il Seveso e le vasche di laminazione previste al confine tra Senago e Bollate: qualche novità … (pubblicato il 14 dicembre 2015);

4)    Gruppo CAP e Consorzio Est Ticino Villoresi insieme per il recupero dei canali contro il rischio idrogeologico, per fermare gli straripamenti e la falda troppo alta(pubblicato il 10 gennaio 2016)

 

invitiamo i bollatesi a prendere visione degli importanti aggiornamenti e documenti  pubblicati recentemente in merito al problema delle vasche di laminazione del Seveso, che saranno realizzate a Senago sul confine con Bollate, e al problema dell’innalzamento della falda acquifera bollatese, direttamente dalle loro fonti

1) “Senago, i reperti preistorici non frenano le vasche di laminazione” (pubblicato da “Il Giorno” il 30 marzo 2016)

2)   “Innalzamento falda, pubblicato lo studio idrogeologico commissionato dal Comune” (pubblicato sul sito quibollate.it il 1° aprile 2016)

Intorno al “consumo di suolo”

prato.jpgDa qualche tempo, ritrovandoci ad analizzare alcuni aspetti relativi al ” consumo di suolo” , con una visione più ampia piuttosto che solo locale e bollatese, da vari portali istituzionali e tecnici, abbiamo acquisito delle informazioni che crediamo possano essere utilissime per chi abbia voglia di condividere con noi le proprie impressioni.
Ve ne forniamo una sintesi. Buona lettura

Consumo di suolo

Il suolo è una risorsa fondamentale per l’uomo e costituisce, di fatto, una risorsa non rinnovabile, visti i tempi estremamente lunghi necessari per la formazione di nuovo suolo.

Per sua natura al centro di un sistema di relazioni tra uomo e cicli naturali che assicurano il sostentamento della vita, il suolo è non solo riserva di biodiversità, ma anche base per la produzione agricola e zootecnica, per lo sviluppo urbano e degli insediamenti produttivi, per la mobilità di merci e persone, per il benessere ed il godimento dei valori paesaggistici.

Tuttavia è ormai noto che, soprattutto a causa delle attività antropiche e di scelte di uso poco sostenibili, il consumo di suolo avanza e continua a generare la perdita irreversibile di preziose risorse ambientali e funzioni ecosistemiche, influendo negativamente sull’equilibrio del territorio, sui fenomeni di dissesto, erosione e contaminazione, sui processi di desertificazione, sulle dinamiche di trasformazione e sulla bellezza del paesaggio. Ciò porta ad una elevata sottrazione della biodiversità e della produttività e compromette la disponibilità di risorse fondamentali per lo stesso sviluppo della nostra società.

Negli ultimi anni stanno crescendo le iniziative legislative volte alla riduzione del consumo di suolo.

Gli orientamenti della comunità europea

Nel 2002 la Commissione europea aveva prodotto un primo documento, la Comunicazione COM (2002) 179 dal titolo “Verso una strategia tematica per la protezione del suolo” e nel settembre 2006 ha proposto una nuova Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, che avrebbe dovuto definire il quadro complessivo per la protezione del suolo e adottare la Strategia tematica per la protezione e l’uso sostenibile del suolo. Tale strategia pone l’accento sul prevenire l’ulteriore degrado del suolo e mantenerne le funzioni, sottolineando la necessità di porre in essere buone pratiche per ridurre gli effetti negativi del consumo di suolo e, in particolare, della sua forma più evidente e irreversibile: l’impermeabilizzazione (Commissione Europea, 2006).

L’importanza di una buona gestione del territorio e, in particolare, dei suoli è stata ribadita dalla Commissione Europea nel 2011, con la Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse (Commissione Europea, 2011b), nella quale si propone il traguardo di un incremento dell’occupazione netta di terreno pari a zero da raggiungere, in Europa, entro il 2050.

Obiettivo rafforzato in seguito dal legislatore europeo con l’approvazione del Settimo Programma di Azione Ambientale, denominato “Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta”, (Parlamento europeo e Consiglio, 2013) che ripropone l’obiettivo precedente, richiedendo inoltre che, entro il 2020, le politiche dell’Unione debbano tenere conto dei loro impatti diretti e indiretti sull’uso del territorio.

Disegno di legge sul contenimento del consumo del suolo

Negli ultimi anni sono state predisposte e avanzate numerose proposte per la gestione sostenibile e la salvaguardia dei suoli italiani, tra cui molte finalizzate al contenimento del consumo di suolo, tutelando le aree agricole e naturali e incentivando il riuso e la rigenerazione di aree già urbanizzate

In particolare, il disegno di legge 2039 e abb.  “Contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato” in corso di esame in Commissione alla Camera dei Deputati, contiene un complesso di disposizioni volte a promuovere l’attività agricola, il paesaggio e l’ambiente mediante il contenimento del consumo del suolo, il riuso e la generazione urbana.

In base all’articolo 2  per “consumo di suolo” si intende l’incremento annuale netto della superficie agricola, naturale e semi-naturale oggetto di impermeabilizzazione e il perseguimento delle predette finalità comporta una valutazione delle alternative di localizzazione delle opere, per evitare il consumo di suolo inedificato. Pertanto la pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistica è tenuta ad adeguarsi alle norme del provvedimento. Inoltre le politiche di sviluppo territoriale nazionali e regionali sono tenute a favorire la destinazione agricola e l’utilizzo di pratiche agricole anche negli spazi liberi delle aree urbanizzate.

All’articolo 3 viene stabilito che, con apposito decreto del Ministro delle politiche agricole, debba essere definita, in termini quantitativi, la riduzione progressiva e vincolante di consumo del suolo a livello nazionale, in coerenza con l’obiettivo dell’Unione europea di azzerare il consumo di suolo entro il 2050. La Conferenza unificata stabilirà i criteri e le modalità per la definizione di detta riduzione, tenendo conto delle specificità territoriali delle varie aree del paese.

Le regioni dovranno dettare disposizioni per incentivare i comuni a promuovere strategie di rigenerazione urbana, anche mediante l’individuazione negli strumenti di pianificazione degli ambiti urbanistici da sottoporre prioritariamente a interventi di ristrutturazione urbanistica e di rinnovo edilizio, prevedendo il perseguimento di elevate prestazioni energetiche, l’utilizzo di fonti rinnovabili, l’accessibilità ciclabile e ai servizi di trasporto collettivo, il miglioramento della gestione delle acque a fini di invarianza idraulica e riduzione dei deflussi.

L’articolo 11, infine, detta norme transitorie secondo le quali a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge e fino alla adozione del decreto di cui all’articolo 3, e comunque non oltre il termine di tre anni, non è consentito il consumo di suolo e che decorso inutilmente il termine di tre anni, nelle regioni e province autonome non è consentito il consumo di suolo in misura superiore al 50 per cento della media di consumo di suolo di ciascuna regione nei cinque anni antecedenti.

Proposta di Integrazione del Piano Territoriale Regionale ai sensi della l.r. n. 31 del 2014.

Con delibera n. 4738 del 22/01/2016 la Giunta regionale della Lombardia ha approvato la proposta di Integrazione del Piano Territoriale Regionale, ai sensi della l.r. n. 31 del 28 novembre 2014 per la riduzione del consumo di suolo.

L’Integrazione del PTR costituisce il primo adempimento per l’attuazione della recente legge regionale 31/2014 con cui Regione Lombardia ha introdotto un sistema di norme finalizzate a perseguire, mediante la pianificazione – regionale, provinciale e comunale – le politiche in materia di consumo di suolo e rigenerazione urbana, con lo scopo di concretizzare sul territorio il traguardo previsto dalla Commissione europea di giungere entro il 2050 a una occupazione netta di terreno pari a zero.

Il comma 2 dell’art.2 della l.r. 31/2014 attribuisce al PTR il compito di precisare le modalità di determinazione e quantificazione degli indici che misurano il consumo di suolo.

In particolare l’art.3 comma 1 lett. p, stabilisce che il PTR individui per gli Ambiti territoriali omogenei “criteri e linee tecniche per contenere il consumo di suolo programmato a livello regionale tenendo conto delle specificità territoriali, delle caratteristiche qualitative dei suoli, dello stato della pianificazione, urbanistica e paesaggistica, dell’esigenza di realizzare infrastrutture e opere pubbliche, dell’estensione del suolo già edificato, dell’effettiva sussistenza di fabbisogno abitativo legato ad incrementi demografici reali e dell’assenza di alternative alla riqualificazione e rigenerazione dell’urbanizzato, nonché di fabbisogno produttivo motivato anche sulla base di analisi desunte da indicatori statistici di livello locale e sovralocale che giustifichino eventuale consumo di suolo”.

Per l’approvazione e l’attuazione del PTR sono previste le seguenti procedure amministrative per il conseguimento dell’obiettivo di riduzione del Consumo di suolo:

  • La Giunta regionale approva l’integrazione del PTR che stabilisce la soglia regionale e le soglie provinciali di riduzione del consumo di suolo e attiva la procedura di VAS.
  • Il Consiglio regionale approva l’integrazione del PTR.
  • La Città Metropolitana e le Province elaborano un’ipotesi di soglie per ciascun ambito territoriale omogeneo (Ato) in collaborazione tecnica con la Regione e indicono conferenze di Ato per valutare con i Comuni le soglie comunali e i criteri di applicazione.
  • La Città Metropolitana e le Province inviano alla Regione eventuali proposte di modifica delle soglie e dei criteri.
  • La Regione raccoglie le proposte della Città Metropolitana e delle Province, elabora la ridefinizione delle soglie ed eventualmente la messa a punto dei criteri ed elabora il progetto di revisione finale del PTR, comprensivo degli elaborati della valutazione ambientale.
  • Il Consiglio regionale approva il progetto di revisione finale del PTR.
  • La Città Metropolitana approva il Piano strategico e le Province approvano i PTCP con le soglie definitive e i criteri definitivi entro 12 mesi dall’approvazione dell’adeguamento del PTR, come richiede la legge 31/2014.
  • Successivamente entro 12 mesi dall’adeguamento dei PTCP del Piano strategico della città metropolitana e dei PTCP, i Comuni approvano i nuovi Documenti di Piano dei PGT con le relative Carte del consumo di suolo e li inviano alla Città Metropolitana e alle Province per la verifica di compatibilità e alla Regione per il monitoraggio del PTR.

Per procedere all’individuazione della soglia regionale, e di conseguenza individuare le soglie provinciali, la proposta di revisione del PTR ha inteso necessario confrontare la domanda di superfici residenziali e per funzioni produttive di beni e servizi, con l’offerta potenziale di superfici costituita dagli Ambiti di trasformazione dei Documenti di Piano e dallo stock di immobili vuoti, dismessi, abbandonati e in costruzione.

Si è previsto, in linea teorica, che il fabbisogno sia soddisfatto prioritariamente dagli Ambiti di trasformazione previsti su suolo urbanizzato, in coerenza con il principio sancito dalla l.r. 31/2014 (ex art.3, comma 1 lett.h) di “tenere conto prioritariamente” delle presenza di patrimonio edilizio dismesso o sottoutilizzato,

Il fabbisogno residuo, cioè quello che non trova localizzazione (dal punto di vista quantitativo) negli Ambiti di trasformazione su superficie urbanizzata, si ipotizza che venga soddisfatto dalle previsioni su superficie non urbanizzata.

Dal raffronto tra fabbisogno residuo e previsioni su superficie non urbanizzata emerge che queste ultime dovrebbero essere ridotte, a livello regionale, di una quota pari a circa il 45%, che al 2020 (coincidente con il primo periodo di vigenza del PTR integrato ai sensi della l.r.31/2014) si ipotizza possa essere pari a un intervallo compreso tra il 20 e il 25%, pari cioè a circa la metà della soglia al 2025.

La proposta di revisione del PTR ha articolato tale riduzione per la funzione residenziale e per funzioni produttive di beni e servizi

Per quanto riguarda la definizione delle soglie di riduzione di consumo di suolo provinciali per la funzione residenziale, le soglie di riduzione del consumo di suolo sono state raggruppate in due macro-classi:

  • tra il 20% e il 25% per le Province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Pavia, Sondrio e Varese;
  • tra valori maggiori di 25% e il 30% per le Province di Mantova, Monza e Brianza e la Città Metropolitana di Milano.

In sede di adeguamento al PTR integrato ai sensi della l.r. 31/2014, i PTCP e il Piano strategico della Città Metropolitana, dovranno definire (sulla base della soglia provinciale dettata dal PTR), le soglie di riduzione del consumo di suolo per gli Ambiti territoriali omogenei, che potranno essere integrate e riviste, in raccordo con il livello regionale, con l’introduzione di ulteriori elementi di giudizio utili a meglio definire eventuali singole specificità territoriali, differenziando, se necessario, i criteri di applicazione della soglia di riduzione anche alla scala comunale.

Per quanto riguarda la soglia regionale di riduzione del consumo di suolo per funzioni produttive di beni e servizi, la proposta del PTR per il 2020 è quella di applicare una riduzione del 20%, che corrisponde ad una diminuzione di 1.790 ha di superficie non urbanizzata ricompresa in Ambiti di trasformazione su suolo libero con destinazione produttiva di beni e servizi.