“La città metropolitana milanese. Superare i confini amministrativi”

Ricordandovi l’appuntamento odierno, con l’inaugurazione del circolo bollatese di Legambiente, dalle 10.00 alle 12.00 di oggi, domenica 23 ottobre 2016, presso l’azienda agricola del f.lli Rossi, in via dei Dossi 14 a Bollate- anche se pioverà, poiché l’inaugurazione avverrà al coperto- , vogliamo riproporvi un interessante editoriale del Corriere della sera,  di qualche mese fa…

“Sono passati più di vent’anni da quando è stata approvata la legge sull’ordinamento delle autonomie locali che intendeva avviare una riforma istituzionale che includesse la costituzione dei governi metropolitani, quali enti di livello intermedio tra la Regione e il Comune. Come noto i governi metropolitani non sono mai stati costituiti e solo negli ultimi anni si è tornati a parlare di città metropolitana. Nel frattempo le città italiane sono cambiate, si sono diffuse sui territori di estese aree metropolitane sempre più dense di popolazioni, di attività e di servizi. Una ricerca condotta da chi scrive, elaborando i dati di diverse fonti statistiche ufficiali, ha mostrato che nel nostro Paese vi sono otto aree metropolitane, quattro al nord (Torino, Milano, area veneta e Bologna) e due rispettivamente al centro e al sud (Firenze-Roma e Napoli-Bari). Nonostante esse occupino solo un decimo della superficie nazionale, al loro interno si trova un quinto dei comuni e circa il quaranta per cento della popolazione. 

AREA METROPOLITANA SUI GENERIS – Quella di Milano è l’area metropolitana più vasta e popolata del Paese. Si estende da Novara fino a Brescia per centocinquanta chilometri e nei suoi 858 comuni vivono ben sette milioni e mezzo di abitanti. Per come è disegnata dai flussi di mobilità e dalla rete delle attività e dei servizi, l’area metropolitana milanese travalica i confini amministrativi tradizionali. Essa copre solo la fascia centrale della regione lombarda – con esclusione a nord della cintura alpina e prealpina e a sud dei territori del Lodigiano, del Cremonese, del Mantovanoe si estende ad ovest in Piemonte, fino a Novara e a Verbania. D’altra parte anche il nucleo centrale dell’area metropolitana milanese non coincide affatto con la provincia di Milano, ma include gran parte della provincia di Monza e Brianza – Seveso, Meda, Seregno, Vimercate e, ovviamente, Monza – e i comuni della provincia di Varese: Saronno, Castellanza, Busto Arsizio, Gallarate. 

QUASI DUE MILIONI DI PENDOLARI – Per quanto riguarda gli spostamenti, l’Area Milanese è quella caratterizzata dal maggior numero di pendolari (1,8 milioni) con una mobilità che si caratterizza non tanto per una maggiore intensità o lunghezza degli spostamenti quotidiani, quanto per una forte concentrazione nello spazio. Quella di Milano, come le altre aree metropolitane del Paese, è una realtà che ha dato nuova forma, territoriale e sociale, all’Italia urbana che non può più essere governata con le politiche delle attuali città. I fenomeni e le popolazioni che esse devono governare travalicano i loro confini e richiedono la presenza di nuovi organismi atti ad operare sulla vasta scala del territorio metropolitano. Che, a dispetto di quanto indicato nella legge sulle nuove città metropolitane, non coincide con quello delle province ma si estende su quello, ad esse trasversale, in cui si concentrano le popolazioni e le funzioni urbane metropolitane. Non tenerne conto espone al rischio di creare enti che, come gli attuali, non saranno in grado di governare i problemi per la soluzione dei quali essi sono stati creati”.

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